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Pumadamuri

14 Feb

POMME D’AMOUR

Pomme d’Amour: la Storia del Pomodoro!

1816 – 2016 gli americani festeggiano due secoli di storia: auguri al pomodoro

Fa parte della famiglia delle Solanacee, è originario delle zone a clima temperato dell’America latina e del sud del Nord America. Appare in Italia nel XI sec. Inizialmente considerato una pianta medicinale, entrò nella cucina italiana, con il nome di “mela d’oro” o “pomo d’oro”.

E’ impossibile scrivere di pomodori senza menzionare il nome di Michele Felice Cornè, che nel 19 ° secolo ha vissuto a Newport per 23 anni, Michele Felice Cornè (1752 – 1845) è stato un artista nato da una nobile famigli sull’ Isola d’Elba, successivamente si stabilirono negli Stati Uniti. Cornè fu un membro dall’ esercito napoletano per respingere la breve occupazione francese di Napoli nel 1799. ha vissuto a Salem e Boston, Massachusetts e a Newport, Rhode Island, dipinse scene marine, ritratti e decorazioni interne tali asfireboards e murales, in fuga dalle guerre napoleoniche, Cornè emigrò negli Stati Uniti e si stabilì a Salem, Massachusetts nel 1800, ma non è passato alla storia come un grande pittore, ma ha ottenuto una nota di distinzione nella gastronomia americana. Cornè è famoso per aver introdotto il pomodoro “love apple” nella dieta americana. All’inizio del 19 ° secolo i pomodori a New England si pensava fossere veleno mortale, sbalordito quando arrivò nel vedere il frutto rosso – mangiato in Europa dal 16 ° secolo – apprezzato per la sua bellezza, ma sconosciuto per il suo gusto. Anche se il pomodoro balzò dal Nuovo Mondo, negli Stati Uniti la “love apple” era considerato velenoso. La gente credeva che mangiare il pomodoro della famiglia mortale-belladonna aveva l’effetto di causare il mal d’amore.

Circa sei decenni dopo la scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo, il gesuita Josè de Acosta, tornato da un lungo viaggio in Perù, annotò nelle sue “Historie naturali e morali” che gli indios coltivavano ed erano ghiotti di una strana sorta di grossa uva che presentava acini sugosissimi: li chiamavano tomate e oltre ad essere belli “alla vista”, erano anche molto rinfrescanti nonché indubbiamente più piacevoli da mangiare a morsi del peperoncino.

Perché quindi non provare a coltivarli anche in Europa?

LCUOa saggia proposta di padre Josè suscitò scalpore: mangiare quei cosi, che di certo erano velenosi vista la loro strana forma di abnorme bacca? Per non parlare del colore, rosso come il fuoco dell’Inferno.

Così, i primi esemplari di pomodori introdotti dalla Spagna nel Vicereame di Napoli, rimasero una mera curiosità botanica; data la loro forma piccolina (simili a quelli che ancora oggi chiamiamo ciliegini), vennero appunto classificati come licepersicum cerasiforme, praticamente considerati grosse ciliegie.

Dovettero trascorrere ancora quasi due secoli prima che qualcuno scoprisse le vere virtù del ciliegione, e non fu un napoletano a farlo bensì un cuoco francese rimasto sconosciuto il quale, entusiasta, lo chiamò “pomme d’amour”, esaltandone le doti afrodisiache.

Fu così che, il pomodoro divenne uno dei simboli d’Italia.

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